Eventi - I Convegni A.N.PO.S.DI.

L'Associazione Nazionale Poeti e Scrittori Dialettali, ogni anno organizza due Convegni in diverse città italiane. Uno nel periodo Primaverile, denominato Convegno di Primavera e l'altro nel periodo autunnale, denominato Convegno d'Autunno.

CONVEGNO D'AUTUNNO

Rimini 13 - 16 Ottobre 2006

CONVEGNO D Si è appena concluso il CONVEGNO D'AUTUNNO, tenutosi a Rimini 13 - 16 Ottobre 2006
Il Convegno d’autunno dell’Associazione Poeti e scrittori Dialettali si è tenuto a Rimini nei giorni 13-16 ottobre 2006 con un tempo meraviglioso che increspava l’azzurro del mare e del cielo e riscaldava i cuori. Quasi trecento i partecipanti tra soci e familiari .
L’arrivo, previsto nel pomeriggio di venerdì tredici, è stato allietato dalla calorosa accoglienza dello staff dell’Hotel Continental e dei Congressi che ci ha ospitati con perfetta organizzazione.
Già alle 17,30 si è svolta la riunione del Consiglio Direttivo e dei Delegati regionali (per il Trentino A/Adige, il Presidente del “Cenacolo trentino di cultura dialettale”, Elio Fox).
Alle 18,30, l’Assemblea Straordinaria dei Soci che ci ha dato modo di conoscerci anche attraverso le sempre appropriate parole del Presidente Dott. Mimmo Staltari a cui va il nostro plauso più sincero per l’incoraggiamento e la lode rivolti a tutti i poeti iscritti. La consegna delle targhe ai Soci sostenitori è stato per loro un momento di grande emozione come lo è stato il ricordo dei Soci che ora compongono versi in altri cieli.
Al di là delle problematiche risolte, del giusto sguardo al futuro dell’Associazione, degli impegni prossimi e delle proposte, desidero esprimere il mio coinvolgimento emotivo nel trovarmi a respirare, quasi abbraccio, parlate nella lingua del grembo materno provenienti da poeti di tutta Italia. Ho visto nei loro occhi la stessa commozione, mi sentivo a casa, fra amici finalmente conosciuti di persona, parlavamo lo stesso idioma: il dialetto, una lingua, quella del cuore e ognuno la sapeva far cantare a ninnananna per un’unica culla, questa nostra Italia. Dal Trentino A/Adige alla Calabria fino alla Sicilia e alla Sardegna: un piccolo miracolo d’entusiasmo e d’amicizia. Nell’animo mi formicolava il tempo passato con le sue croci, i suoi eroi, tutto ciò che ha reso possibile nei secoli l’unità del nostro meraviglioso paese. Pensavo al nostro vescovo Bregantini che dal Trentino ha saputo portare un saluto montanaro e un cuore coraggioso in quel di Locri facendosi amare e stimare da tutti. La meraviglia dell’animo umano sta proprio nella diversità delle origini quando questo animo si spalanca a ventaglio nell’accoglienza. Questi sono, tra gli altri, i pensieri, il regalo che questo Convegno colorato d’autunno mi ha regalato sull’onda magica della poesia.
Dovrei scrivere una cronaca delle nostre brevi e intense giornate e credo per me sia quasi impossibile perché, oltre alle notizie importanti dell’incontro, non potrò fare a meno di ricamare pensieri sperando possano intrecciarsi con i vostri.
La serata del primo giorno si è conclusa con una lauta cena e l’esibizione del socio Mimmo Padula che, con chitarra e voce, ha fatto vibrare le corde del cuore in un crescendo di applausi.
Il sabato ci ha trovati entusiasti per la visita di prima mattina al Museo Civico Archeologico di Verucchio offerta dal Comune di Rimini che ha provveduto anche al trasporto con tre pullman. Lungo il tragitto le guide hanno illustrato il luogo che andavamo a visitare elencando con ampi particolari le caratteristiche storiche e l’importanza degli oggetti realizzati in materiali organici (legno, vimini, tessuti ecc.) risalenti alla prima metà del millennio avanti Cristo venuti alla luce dagli scavi. E la scoperta di queste necropoli ha permesso agli studiosi di raccogliere materiali affascinanti dei nostri antenati creando nei visitatori curiosità e incanto. Personalmente mi ha impressionato il vedere recipienti colmi di nocciole che attraverso il vetro parevano intatte e il mistero del loro simbolismo dato che venivano collocate nelle tombe di persone ricche. Questo museo credo sia stato una scoperta per più di una persona e la sua visita rimarrà dentro di noi anche per il saluto dell’Assessore all’Urbanistica, Dott. Cristian Maffei, che ci ha accolti con grande ufficialità e calore nella sala del Consiglio Comunale.
Il ritorno, sotto un sole splendente, ha risvegliato l’appetito e la sala ristorante era pronta per prepararci rinvigoriti all’appuntamento pomeridiano delle sedici con l’Assessore alla Cultura del Comune di Rimini, Sig. Stefano Pivato, che ha dato a tutti i presenti il benvenuto consegnandoci il manifesto e la targa della città contraccambiato dal Presidente Dott. Mimmo Staltari con il dono del nostro logo e con appropriate parole di plauso per la squisita ospitalità. Hanno poi preso la parola il presidente dell’Associazione Vatra Arbërëshe prof. Vincenzo Cucci che ha illustrato lo scopo dell’Associazione illustrando la situazione storica e attuale e proponendo l’ospitalità a Chieri in Piemonte per il prossimo appuntamento primaverile del Convegno.
È stato quindi il momento dello scrittore e critico Elio Fox che ha parlato del Cenacolo trentino di cultura dialettale e della rivista “Ciàcere en trentin” da lui appassionatamente diretta e composta, nonché della collana di poesia dialettale trentina da lui curata, auspicando una fattiva collaborazione con l’A.N.PO.S.DI. e la possibilità di un convegno nazionale in Trentino per il prossimo autunno per il quale ci si sarebbe attivati già dai prossimi mesi.
La prevista partecipazione del Prof. Marcello Teodonio, critico letterario e massimo studioso vivente del Belli purtroppo non è avvenuta per gravi problemi familiari che lo hanno costretto a rinunciare.
Apprezzatissimo e seguito attentamente è stato l’intervento del Prof. Nicola Tanda – Critico letterario e Presidente del Premio Ozieri di Letteratura in lingua sarda, sul tema “Antichi e Nuovi Codici Linguistici e Letterari nell’Europa delle lingue e dei saperi”. La sua preparazione e capacità oratoria hanno conquistato l’uditorio lasciando nell’animo il desiderio di incontrarlo nuovamente e soprattutto di riascoltarlo, magari con la possibilità d’instaurare un dibattito.
L’avvocato Mario Francia in un inaspettato “fuori-programma” ci ha rivelato con emozione la sua passione per la poesia: specialista in aforismi in bolognese, ha proposto un saggio delle sue capacità poetiche, aprendo così la prima parte del recital nei vari dialetti d’Italia.
Significative le emozioni trasmesse sia con la poesia che attraverso la recitazione da parte dei circa trenta poeti che si sono succeduti in un’altalenanza di temi rispecchianti l’anima della regione d’appartenenza con musicalità e commozione. Impossibile per ragioni di spazio elencare nomi e titoli di poesie ,peraltro raccolte in elegante fascicolo dall’infaticabile Mimmo Padula, comprendente anche gli autori che si sarebbero esibiti all’indomani, nella seconda parte.
Alla fine, verso le ore 20,30, pronta per tutti la cena di gala con musica dal vivo e un pittore caricaturista che ha regalato ad alcuni partecipanti, disposti a lasciarsi ritrarre, la prova del proprio talento. E perché non raccontare della tavola imbandita con raffinatezza, delle candele accese che creavano un’atmosfera intima e suggestiva nel grande salone, dove la maestria dei cuochi si è sbizzarrita in portate degne dei palati più esigenti? Il nostro presidente Dott. Mimmo Staltari e la Signora Teresa, , si sono prodigati in modo cordiale e affettuoso affinché ogni ospite si sentisse a proprio agio. Non possiamo che ringraziarli di cuore perché se tutto è “filato liscio” lo dobbiamo anche alla loro disponibilità e alla loro capacità di sorridere, oltre che ai loro collaboratori. Un plauso doveroso quindi anche a loro.
La serata si è conclusa con l’apparizione di un impeccabile pulcinella che si è esibito in un intrigante monologo e, con grandi applausi, nella declamazione della poesia “’A livella” di Totò. Quando si è tolto la maschera abbiamo scoperto che dietro a tanta bravura si celava il poeta Salvatore Calabrese. Confesso di aver faticato ad addormentarmi per il culmine di pensieri immagazzinati durante quella splendida giornata: mi passavano davanti visi che piano, piano, imparavo a conoscere, persone innamorate come me del dialetto inteso come lingua capace di trasmettere, di cantare, di incantare. Ho preso in mano il fascicolo e sono andata a zonzo per l’Italia rileggendo i versi recitati nel pomeriggio, abbinando visi a nomi, finché non ho chiuso gli occhi al sogno, a un girotondo di musica con note diverse e parole affascinanti. Le regioni mi prendevano per mano in un vortice d’allegria e d’amicizia mentre il sole mi riscaldava, il mare mi cullava e le montagne mi abbracciavano imponenti sotto un cielo di neve… E noi, tutti insieme sotto candori di fiocchi mescolati a farfalle variopinte come i costumi diversi che indossavamo, a lasciarci trasportare dai passi che sfioravano appena il terreno. Miracolosamente ci capivamo senza traduzione, poliglotti e pellegrini di vocaboli antichi con bisaccie colme di lettere dell’alfabeto da incollare sulle onde per versi nuovi capaci di affascinare, di rinverdire i ricordi, di abbracciare quadri di vita e di costruire immagini potenti con la lingua dei padri, quella che sa i sentieri a ninnananna verso il futuro.
Inutile confessarvi che mi sono svegliata un po’ stranita, pronta però alla nuova giornata, l’ultima, quella che, essendo domenica, ci avrebbe riuniti per la Santa Messa nella chiesa di San Girolamo, con l’amorevole accoglienza di Don Renato Bartoli. Durante la liturgia il sole illuminava la navata e tutte le persone come in un grande affresco. I rappresentanti regionali, al momento dell’offertorio, hanno sfilato verso l’altare portando in dono prodotti tipici della loro terra che l’Officiante ha accolto con solennità. C’è stato dato anche lo spazio per la recita di una breve preghiera (quattro versi ci avevano raccomandato) unicamente per quella musica diversa e colorata, un poeta per ogni parlata, una regione per ogni poeta. Il tutto molto intimo e suggestivo.
Per chiudere la mattinata, la visita al Tempio malatestiano di cui Rimini giustamente va fiera, accompagnati dalle guide che gentilmente il comune ci aveva messo a disposizione.
Il pomeriggio ci aspettava per altri incontri e la seconda tornata di altri trenta autori.
Verso le ore 16,30, l’On.le Prof. Giuseppe Chicchi, eletto nostro Socio onorario, introdotto elegantemente dal Prof. Giorgio Carpaneto, ha ricordato la figura di Alberto Melucci, suo compagno di scuola, grande sociologo e amico nonché poeta, con parole appassionate, come si può fare solo parlando di un compagno di scuola amato e ammirato. Sono state lette tre sue liriche seguite dall’incontro con la poesia romagnola che è stato molto apprezzato.
Si è poi proseguiti con il secondo appuntamento con i poeti, presentati come sempre con generosità di particolari, dal nostro presidente. Emozioni e ancora emozioni, mentre il tempo ci sfuggiva di mano, tanto da veder penalizzata la conferenza del Prof. Nicola Sacco, docente di ebanisteria presso l’Istituto Statale d’Arte “Panetta” di Locri. La sua appassionata difesa della natura e dei dialetti con proiezione di diapositive è stata purtroppo solamente un “assaggio” perché si era già in ritardo con il programma. Ci sarà però un’altra occasione, con uno spazio più ampio, magari in quel Convegno d’autunno del 2007 che si auspica possa tenersi in Trentino.
Tanti i saluti, gli auguri per il viaggio di ritorno, gli scambi di libri e indirizzi tra una portata e l’altra, finché ci siamo ritrovati nuovamente per lo spettacolo finale con i pupi siciliani, eseguito dal maestro puparo e poeta Nino Amico, con la partecipazione di Santa Giuffrida, della giovanissima Giulia, della signora Lucia Amico e del poeta Franco Sciuto.
Coinvolgente la bravura di questi nostri amici nel dar vita al “combattimento di Orlando e Rinaldo”.
Tutti a bocca aperta come bambini dinanzi a questa forma di arte antica e il flagrare delle spade si confondeva nel racconto delle gesta dei paladini che si muovevano con estrema naturalezza. Altri pupi in costume tradizionale hanno chiuso lo spettacolo in una tarantella sfrenata nella giostra delle vesti e nell’armonia dei movimenti.
Ed è con questa immagine che è terminato questo convegno d’ottobre dell’A.N.PO.S.DI. Sicuramente ho tralasciato, ma non dimenticato, momenti particolari d’umanità che hanno impreziosito questi tre giorni così intensi, sono certa di non aver menzionato tutti e me ne scuso ma nulla mi è sfuggito del quadro multicolore pennellato da tutti noi affinché si potesse creare quell’atmosfera di serenità e gioia che ha caratterizzato l’incontro. Al ritorno, sicuramente ci siamo sentiti un po’ più ricchi, più entusiasti nel diffondere le finalità dell’Associazione affinché questa grande famiglia poetica si possa ingrandire nell’abbraccio di nuovi artisti, di nuovi dialetti per un coro meravigliosamente in sintonia, dal Trentino alla Calabria, dalla Sicilia alla Sardegna sull’onda esaltante della poesia.

di Lilia Slomp Ferrari

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