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21 Aprile 2020

Non permettiamo a nessuno di toglierci la “speranza”...

Lettera aperta per tutti i soci A.N.PO.S.DI.
Non permettiamo a nessuno di toglierci la “speranza”...

Il Covid-19, un killer famelico sconosciuto, ha "fagocitato" oltre alla vita di migliaia di anziani, alla amata libertà individuale, anche il piacere del nostro tanto atteso “incontro primaverile”. E' già passato un mese di necessari "arresti domiciliari" e stamani oltre al risveglio pesante, nervoso, lo specchio mi fa intravedere un viso provato dal dolore, pallido, quasi smunto, il tutto circondato da un'atmosfera pregna di una palpabile patina d’insoddisfazione. Mi addolora molto, tra l’altro, il pensiero delle Anposdine e degli Anposdini "soli", costretti a casa, soli nella dura prova nel combattere principalmente psicologicamente, questo nemico viscido e traditore, letale specialmente con la classe più fragile "gli anziani". A proposito di anziani, mai come in questo momento ritornano in mente le parole di una bella canzone di Modugno: "Il vecchietto/ dove lo metto/ dove lo metto/ non si sa"/. Non c’è cosa più sbagliata, a mio modesto avviso, che si guardi più ai dati anagrafici dell'ammalato per fornire assistenza, un'assistenza che dovrebbe mirare più alla tutela della vita, alla vita di tutti "indistintamente". In questo "Ciclone" di dolore, l'unico bene che ancora galleggia è l'Amore: amore per la poesia, amore verso il prossimo, amore per un mondo migliore, amore per una "condivisione e solidarietà dettati dal cuore. In questo tempo particolare, il grido dei tanti fratelli di tante nazioni del mondo, echeggia nelle città vuote, nelle piazze deserte, nelle chiese vuote, una quaresima dolorosa questa, accompagnata dalle messe mattutine celebrate dal Santo Padre, Papa Francesco, sul cui volto traspare un dolore così forte da trasformare le lacrime in pietre. Come non ricordare la speciale preghiera invocata dal Pontefice, trasmessa in mondovisione con l’esposizione del miracoloso Crocifisso in Piazza San Pietro, una piazza deserta le cui immagini hanno provocato tante e tante lacrime, all'unisono con un marzo piovoso, "un pianto dal cielo". La nostra Associazione è una grande famiglia, nella quale, gli anni l'hanno arricchita di tanta saggezza, forte del comune sentire, capace di reagire a qualsiasi malevolo "virus". Nessuno ci toglierà mai la "speranza". Mi rattrista molto, il mancato incontro Anposdino di Primavera, il piacere di riunirci, gli abbracci fraterni, quella consueta riunione di una grande famiglia quale è sempre stata e sempre sarà il nostro sodalizio. Mi mancano tanto le strette di mano degli amici, le carezze dei miei figli, le grida festose e gli abbracci dei nipoti. Con l'augurio di incontrarci nel prossimo Convegno Autunnale, vi esorto ad essere forti, speranzosi, vedrete ... con l’aiuto di Dio e con una scienza illuminata ce la faremo, vi sono vicino con il cuore e con il pensiero. Vostro Mimmo.

Mimmo Staltari - Presidente A.N.PO.S.DI.